Stage, porta d’accesso al lavoro: cos’è e a cosa serve? 1


Stage: Tutor in azienda e tutor del progetto formativo

Stage: l’importanza della figura del tutor

Lo stage, la cui dicitura legale è “tirocinio formativo e di orientamento”, è un periodo di formazione pratica presso un’azienda o un datore di lavoro privato. Costituisce un’occasione di conoscenza diretta dei contesti lavorativi per acquisire quelle conoscenze ed esperienze professionali che le scuole e le università non possono fornire.

Perchè un’azienda vuole inserire uno stagista nell’organico?

I motivi principali per i quali un’azienda accoglie giovani stagisti nel proprio organico sono fondamentalmente due.

  • Coprire un buco spendendo poco o addirittura niente.

    affiancamento del tirocinante in azienda

    Stage: il processo di affiancamento

  • Individuare una nuova risorsa da inserire nel proprio contesto organizzativo.

Nel primo dei due casi si parlerà di stage rolling, ovvero di rotazione continua di stagisti senza speranze di inserimento lavorativo. Nel secondo invece l’inserimento in stage è volto all’assunzione.

In questo caso l’obiettivo dello stage è quello di fornire allo stagista delle conoscenze fondamentali per il corretto svolgimento del futuro lavoro. Un metodo abbastanza rodato ed efficace per trasmettere le competenze necessario al tirocinante è l’affiancamento. Esso appunto consiste nell’affiancare un profilo esperto allo stagista, in modo di assisterlo e formarlo.

Stage curriculari ed extracurriculari: quali sono le differenze?

Gli stage curriculari sono inclusi nel piano di studi degli atenei e degli istituti superiori. Sono di competenza statale, anche se non c’è chiarezza su quali siano le norme specifiche che li regolamentano. Sono promossi per garantire momenti di alternanza scuola-lavoro.  Gli stage extracurriculari sono invece attivabili al termine del percorso formativo-didattico e sono regolamentati da diverse normative che cambiano da regione a regione.

Le diverse tipologie di stage extracurriculari

Tra gli stage extracurriculari bisogna distinguere tre diverse tipologie:

  • I tirocini formativi e di orientamento: sono finalizzati alla transizione dei giovani dal mondo della scuola a quello del lavoro. Possono essere attivati entro 12 mesi dal conseguimento del titolo di studio e non possono durare oltre 6 mesi.
  • I tirocini di inserimento/reinserimento: hanno come scopo principale la collocazione o ricoloccazione di inoccupati e disoccupati e non possono durare più di 12 mesi.
  • I tirocini in favore di disabili, persone svantaggiate e richiedenti asilo politico, anch’essi dalla durata massima di 12 mesi.
  • I tirocini finalizzati allo svolgimento di una pratica professionale, comunemente conosciuti come praticantato. Sono finalizzati all’iscrizione agli Albi Professionali ed hanno una durata massima di 18 mesi.

Stage come rapporto trilaterale: gli attori chiamati in causa

Gli attori chiamati in causa in un processo di stage sono tre: lo stagista, l’azienda e l’ente promotore. Lo stage non può essere considerato un lavoro subordinato. Infatti non è regolamentato da un contratto di lavoro, in luogo del quale viene redatto un progetto formativo. Questo progetto formativo deve essere compilato dall’ente promotore in collaborazione con l’azienda. È fondamentale che non sia troppo distante dalla formazione pregressa del tirocinante.

Diritti e doveri di uno stagista

Stage: tutor del percorso formativo e di orientamento

Il ruolo del tutor nel percorso di stage

Il primo diritto di un tirocinante è quello di potersi avvalere di una figura di tutor sia da parte dell’azienda ospitante che da parte dell’ente promotore. Nel primo caso il tutor sarà la persona che dovrà trasferire allo stagista le conoscenze pratiche da mettere in atto nel lavoro che andrà a svolgere. Nel secondo sarà un referente che dovrà supportare il tirocinante durante l’esperienza di tirocinio e assicurarsi che tutto vada come previsto. In linea di massima ad uno stagista non possono essere assegnate eccessive responsabilità, nè mansioni di profilo troppo basso o comunque troppo divergenti dal progetto formativo.

Orari e retribuzione: due aspetti controversi

Lo stagista si impegna a rispettare le regole vigenti nell’azienda e a garantire la sua presenza per un minimo di ore settimanali stabilite. Gli orari dovranno essere accettabili: in genere non sono previsti turni notturni e straordinari e non dovrebbero superare le 40 ore settimanali. Lo stage non comporta l’obbligo di retribuzione e di assistenza previdenziale da parte dell’azienda. Infatti un percorso di stage non è considerato rapporto di lavoro subordinato. È comunque previsto un rimborso spese, il cui importo varia a seconda della regione. I soggetti promotori devono però provvedere obbligatoriamente ad assicurare gli stagisti contro gli infortuni sul lavoro presso l’INAIL e presso una compagnia di assicurativa che copra la responabilità civile verso terzi.

 


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Un commento su “Stage, porta d’accesso al lavoro: cos’è e a cosa serve?