Contratti di lavoro: ciò che c’è da sapere per ciascuna tipologia


Contratto di lavoro: i requisiti che deve avere

Contratto di lavoro: accordo tra lavoratore e datore di lavoro

contratti di lavoro sono una tipologia di accordo scritto tra un datore di lavoro e un lavoratore. Essi regolamentano il rapporto lavorativo tra queste due figure e devono essere redatti nel rispetto del codice civile italiano e di altre leggi speciali come il d.lgs 30 marzo 2001, n. 165, dalla legge 28 giugno 2012, n. 92 ( comunemente conosciuto come riforma del lavoro Fornero), il d.lgs 28 giugno 2013, n. 76 -convertito con modificazioni in legge 9 agosto 2013, n. 99 – e il Jobs Act emanato dal governo Renzi nel 2014.

Cosa prevede un contratto di lavoro?

Un contratto di lavoro individuale prevede degli obblighi sia da parte del lavoratore che da parte del datore di lavoro. Il lavoratore è obbligato a prestare servizio per il datore di lavoro per un tempo, che può essere determinato o indeterminato. Il datore di lavoro è invece obbligato a pagare un salario prestabilito per le ore di lavoro di cui ha usufruito e a versare una quota di contributi previdenziali. Nel caso di assenza di un contratto lavorativo tra le due parti, si parla di lavoro nero. I contratti di lavoro possono essere preceduti da un periodo di prova. Durante questo periodo entrambe le parti possono decidere di recedere senza nessun obbligo di preavviso. Al termine del periodo di prova, che in ogni caso non può superare i 6 mesi di durata, il rapporto si trasformi in un contratto a tempo indeterminato, al lavoratore saranno dovuti anche i contributi.

contratto collettivo nazionale del lavoro (abbreviato in CCNL)

Il CCNL viene firmato tra le associazioni sindacali dei lavoratori e quelle delle aziende

Cos’è il contratto collettivo nazionale di

lavoro?

Il contratto collettivo nazionale di lavoro (abbreviato CCNL) è un contratto stipulato a livello nazionale tra le associazioni sindacali che rappresentano i lavoratori e quelle che rappresentano i datori di lavoro. L’accordo tra le due parti avviene in seguito a contrattazione collettiva. Le finalità del contratto nazionale del lavoro sono:

  • stabilire il contenuto dei contratti individuali di lavoro per un certo settore, sia per quanto riguarda la parte economica che quella normativa.
  • regolamentare i rapporti tra i soggetti collettivi, ovvero le cosiddette relazioni industriali.

Il contratto collettivo nazionale di categoria ha una durata di 3 anni.

tipologie contratti di lavoro in Italia

Contratti di lavoro: le varie tipologie esistenti in Italia

Tipologie di contratti di lavoro

Le tipologie di contratti di lavoro esistenti nei vari settori economici ed applicabili al lavoro dipendente sono le seguenti:

  • Contratto di somministrazione di lavoro a tempo determinato e indeterminato

    È il contratto nell’ambito del quale il lavoratore viene assunto da un Agenzia per il lavoro. L’Agenzia formalmente è il datore di lavoro che invia il lavoratore presso l’azienda utilizzatrice. Il lavoratore svolge la sua mansione sotto la direzione ed il controllo della suddetta azienda. Quindi l’Agenzia stipula due contratti, uno con il lavoratore ed uno con l’azienda.

  • Contratto a tempo determinato

    È un tipo di lavoro subordinato caratterizzato dalla presenza di una data di scadenza, al raggiungimento della quale l’accordo tra lavoratore e datore di lavoro termina automaticamente. La durata massima di questo tipo di contratto è di 36 mesi, durante i quali si può prorogare il contratto iniziale per un massimo di 5 volte. I lavoratori assunti con un contratto di questo tipo della durata di oltre 6 mesi, hanno la precedenza sugli altri candidati in caso di nuove assunzioni.

  • Contratto a tempo indeterminato

    È un rapporto lavorativo subordinato che non ha una scadenza. Nel contratto in genere è indicato il contratto collettivo nazionale di riferimento e deve attenersi alle regole previste per la categoria di lavoro in questione. Esso può terminare solo per volontà di una delle due parti. Il lavoratore può interrompere il rapporto dando le proprie dimissioni. Il datore di lavoro può licenziare per giusta causa o per giustificato motivo oggettivo.

  • Contratto part-time

    È un contratto subordinato, che può essere a tempo determinato o indeterminato, in cui l’orario di lavoro è inferiore al tempo pieno. Il lavoratore part-time ha gli stessi diritti e doveri di un lavoratore assunto a tempo pieno. La retribuzione è calcolata in proporzione al numero di ore lavorative.

  • Contratto di apprendistato

    È un rapporto subordinato a tempo indeterminato, finalizzato a favorire l’inserimento nelle aziende dei giovani tra i 15 e i 29 anni. Ha un carattere formativo in quanto un datore di lavoro è obbligato a fornire al lavoratore la formazione prevista nel Piano Formativo Individuale dell’apprendista oltre alla retribuzione.

  • Lavoro a chiamata

    È un contratto di lavoro attivabile nel momento in cui si presenti la necessità di avere un lavoratore per prestazioni di carattere saltuario. Il datore di lavoro può chiamare il lavoratore all’occorrenza per un massimo di 400 giornate nell’arco di 3 anni.

  • Lavoro accessorio

    È un tipo di rapporto lavorativo il cui pagamento avviene tramite i buoni lavoro (voucher). Il datore di lavoro può acquistare i voucher presso sedi Inps, banche o poste. Nel prezzo dei buoni è prevista già la quota contributiva. Questo tipo di lavoro garantisce ai lavoratori le dovute protezioni sanitarie e sociali.

  • Stage, tirocini e praticantato

    Consentono agli aspiranti lavoratori di essere ospitati presso un’azienda per conoscere in modo diretto il contesto lavorativo. Per conoscere tutti gli aspetti riguardanti queste tipologie di rapporti lavorativi, si consiglia di leggere quest’approfondimento sul tema in questione.

 

 

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